Marik Dion
Confini. Wundercontemporary.
A cura di Andrea Busto.
Marik Dion, Trevor Gould, Guillaume Paris e Vedovamazzei indagano da anni la sottile "linea d'ombra" che separa l'arte visiva da altrettante branche della cultura cosiddetta "alta". Il loro ambito di ricerca è accomunato da simbologie prese a prestito prevalentemente dalla scienza che viene letta di volta in volta in modi e in tipologie differenti. Il dubbio che insinuano questi artisti, quando ci troviamo di fronte alle loro opere, serve a farci riflettere sia sulla vanità del pensiero dell'uomo, che di volta in volta di fronte alle scoperte più recenti si ri-definisce come "assoluto", sia sulle metodologie di catalogazione e di archiviazione dei dati che la nostra società ha attivato nei millenni per dare un senso a ciò che viene definito "evoluzione del sistema" umano. Il labile confine che separa la verità dalla menzogna è (ogniqualvolta un'opera prende vita) sottolineato ed enfatizzato per instillare nello spettatore il ragionevole dubbio di trovarsi confrontato a una meta-realtà.